VIAGGIO NEL TEMPO :LE ORIGINI DEL KAJAL O KOHL


03 Feb
03Feb

Tutta  la cosmesi che oggi abbiamo a disposizione è frutto di secoli di storia, di scoperte e tradizioni che si sono evolute nel tempo. Il culto della bellezza, della cura della persona era già diffuso nell’antico Egitto: il popolo di Cleopatra è stato tra i primi a sviluppare un ampio assortimento di prodotti cosmetici e a documentarne l’importanza nella loro cultura. Il primo reperto archeologico che testimonia l’utilizzo di trucchi è addirittura del 4000 a.C. 

La regina Cleopatra, considerata come una delle prime icone di bellezza femminile in assoluto , utilizzava la Kohl, o Kajal nella dicitura araba, una polvere di colore scuro ottenuta dalla macinazione del bruciato di mandorle, il piombo e il rame, minerali, cenere e ocra. Tutte  sostanze lavorate, che venivano applicate sugli occhi con un bastoncino,  portando il colore verso lo zigomo per simulare un effetto allungante e per dare all’occhio uno sguardo a mandorla, considerato molto attraente.

Peccato, però, che tutte queste sostanze, applicate sul viso, vengono assorbite dalla pelle di chi le usa , perché applicate in aree molto sensibili quali le palpebre. L’uso prolungato del Kohl ha portato molte persone a gravi problemi fisici e mentali. Immesse  nel corpo, infatti, queste sostanze andavano ad attaccare le sinapsi neuronali, portando a insonnia e minorazioni mentali, oltre che a infiammazioni cutanee assai fastidiose.

Solamente negli Anni Quaranta del Novecento, negli Stati Uniti, è stato vietato l’uso di queste sostanze nei cosmetici.

Motivo per cui la nostra Matita occhi é stata sottoposta a severi test oftalmologici .

Commenti
* L'indirizzo e-mail non verrà pubblicato sul sito Web.