Come si evolverà la cosmesi


16 Jun
16Jun

Tendenze e Previsioni

Giovani e belle all'infinito? Magari. 

È un tocco di magia in questo mondo ossessionato dalla scienza: una pozione. « Lei quanti anni mi dà?» chiede la stregona Isabella Rossellini a una disperata Meryl Streep nel film La morte ti fa bella  «Trentotto?». «Ne ho 71 suonati: ecco che effetto le farà,tenga».

 Era il 1992 e la ricerca di un elisir di lunga bellezza non si è mai fermata, anzi.Ora che «ogni tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia, come aveva predetto Arthur Clarke, con Stanley Kubrick padre di 2001: Odissea nello spazio. Sbarcheremo su Marte (il magnate Elon Musk pensa entro una quindicina d’anni), figurarsi cosa sarà prevenire qualche ruga.

Cosa sarà la cosmesi, da qui a qualche decennio? Quali meraviglie da fantascienza la bellezza del futuro regalerà ai nostri beautycase?

Bellezza del futuro

Altro che intrugli e pozioni,il settore della cosmesi si muove spedito sui binari di tecnologia e scienza:ricerca biotecnologica e bio-ingegnerizzazione degli ingredienti, ormai trattati con tecniche spaziali, studi sui più infinitesimali meccanismi fisiologici di invecchiamento, senza dimenticare un’incessante ricerca sulle texture, nel tentativo di rivoluzionarle, se non eliminarle. Per cosmetici che non si spalmeranno, forse neanche toccheranno più, chi lo sa.

Verso la cosmesi in 3D e “senza materia”: il prototipo Bakel

Un prototipo di texture a effetti speciali anzi esiste già. È il multi brevetto del brand italiano Bakel,ovvero il primo cosmetico stampato in 3D che non si tocca, non si spalma, non si eroga, ma sparisce per magia appena appoggiato sulla pelle con una pinzetta.Un foglietto impalpabile che è un anticipo di futuro: «Si tratta di un microscopico reticolato di acido ialuronico puro, stampato, anzi, più precisamente elettrofilato, in una struttura di fibre nanometriche  .

Il risultato non è un patch, non ha supporto e non si rimuove,è 100% cosmetico attivo. Reagisce con l’umidità della pelle, ecco perché non si può toccare con le dita – e viene assorbito all’istante senza lasciare traccia di sé.Ha veicolato nella pelle una concentrazione di acido ialuronico puro al 20 per cento:oggi, la media dei prodotti cosmetici in commercio arriva intorno al 2 per cento, dieci volte meno.

Fermare l’invecchiamento dal Dna: fantascienza?

Il ramo più discusso della bellezza del futuro scommette sul Dna. «Il genoma è la carta d’identità di tutti gli esseri viventi:come invecchiamo è scritto lì dentro e nella sua espressione biochimica» . Il Dna ordina alle cellule di produrre proteine,la base della loro vita e struttura. Ed è qui che si infila la cosmetogenomica, scienza che vuole studiare le interazioni tra geni e trattamenti cosmetici con una bella pretesa: decifrare questi “ordini” e arrivare a pilotarli, o almeno potenziarli, proprio con attivi cosmetici mirati.Praticamente, dove non arriva la “regia” del Dna,  i messaggi vitali per non far invecchiare le cellule, li potrebbe fornire lo skincare.

<strong>Cosa ne pensa il professor Michele Morgante, ordinario di Genetica presso l’Università di Udine e direttore scientifico dell’Istituto di Genomica Applicata.

«Andiamo con calma. L’unica evidenza scientifica è che l’invecchiamento è collegato ai cambiamenti epigenetici,ai piccoli errori o malfunzionamenti che col tempo subentrano nell’espressione genica. Immaginare che un domani sarà possibile veicolare attivi che “parlino” con l’Rna per tenere giovane la pelle è un tema molto complesso,ma non impossibile, visti i vaccini Covid-19 che su meccanismo simile si basano».Allora, «non parleremo più di cosmetici, ma di brevetti che esigono trial clinici di sicurezza ed efficacia ancora solo agli inizi in cosmesi: sicuramente, la scienza la farà avvicinare moltissimo alla medicina». La strada è lunga, quindi, e le vie complesse.

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